"Il vecchio si sbottona lentamente il polsino della camicia, solleva la stoffa fino a mostrare il numero del campo di sterminio tatuato sull'avambraccio. È diverso da come Giulio se l'aspettava. Più grezzo di come si vede nei film. Scolorito.
- Guardi che io mi ritengo una persona assolutamente razionale, - sussurra il vecchio. - È questo mondo, a non esserlo.
Giulio deglutisce. - Bè, certo. Non si può dire razionale un mondo che ha permesso gli orrori del nazismo. O del comunismo, se è per questo...
- Non sia sciocco. Nazismo, comunismo: sono soltanto dei nomi. Pura apparenza. Ha forse paura del pelo di un leone? Ha paura della sua pelle? Deve avere paura di quello che c'è sotto: dei muscoli, dei denti, del cervello assassino che muove l'animale. Del suo istinto e della sua esperienza di cacciatore. Il nazismo è solo l'aspetto esteriore di un male più grande, di cui pochi hanno coscienza, e a cui in passato sono stati dati molti altri nomi."
(Tullio Avoledo)
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