(Charles Bukowski)
mercoledì 25 marzo 2009
"Nessuno si meritava niente..."
"Ovviamente, quel che rendeva schifoso l'insieme era che molti dei ricchi e famosi erano in realtà solo troie e bastardi ottusi. Erano semplicemente capitati in qualche giro dove davano via soldi. O magari si erano arricchiti grazie alla stupidità del pubblico. In genere non avevano talento, non avevano occhi, non avevano anima, erano pezzi di merda ambulanti, ma per il pubblico erano degli dèi, belli e riveriti. Il cattivo gusto crea molti più milionari di quello buono. Stringendo, tutto si riduceva a una questione di chi aveva più voti. Nella terra delle talpe una talpa era re. Così, chi si meritava qualcosa? Nessuno si meritava niente..."
giovedì 12 marzo 2009
Anima e corpo.
"[…] rispetto a sanità e a malattie, a virtù e a vizi, nessuna simmetria o asimmetria è maggiore di quella della stessa anima verso lo stesso corpo: ma noi a queste cose non badiamo, né riflettiamo che se un corpo più debole e minore porta in sé una forte e per ogni rispetto grande anima, come pure se ambedue son congiunti in modo inverso, l'intero animale non è bello, perché manca delle più importanti simmetrie; mentre nel caso opposto esso è, per chi sa guardarlo, il più bello e il più amabile degli spettacoli.
[…] quando […] l'anima, che è più potente del corpo, è fortemente irritata, commovendolo tutto di dentro lo riempie di malattie; e quando s'applica con ardore a certe dottrine e ricerche, lo consuma; e quando invece attende ad insegnare e battagliare con discorsi in pubblico e in privato, infocandolo per le liti e le contese che ne derivano, lo discioglie, e producendo flussioni inganna i più dei così detti medici e fa che riportino questi mali a cause che non ci hanno che vedere. E d'altra parte quando un corpo grande e superiore all'anima è congiunto con intelletto piccolo e debole, essendovi per natura nell'uomo due desiderii, quello del nutrimento per il corpo e quello per della sapienza per la parte che in noi è più divina, i movimenti del più forte, che prevalgono e fanno crescere la loro parte, e invece quella dell'anima la rendono stupida e incapace di apprendere e di ricordare, vi arrecano la più grande delle malattie, l'ignoranza. Ora, v'è una sola salvezza per questi due mali: non esercitare né l'anima senza il corpo, né il corpo senza l'anima, affinché entrambi difendendosi conservino l'equilibrio e la salute. Pertanto chi si applica alla scienza o ad altro grave lavoro intellettuale, deve anche esercitare i movimenti del corpo, facendo ginnastica, e così chi alleva accuratamente il corpo deve a sua volta farvi corrispondere i movimenti dell'anima, giovandosi della musica e di tutta la filosofia, se vuole essere chiamato a ragione uomo veramente bello e insieme buono. E a questo modo, imitando la forma dell'universo, si devono curare le singole parti del corpo."
(Platone)
mercoledì 11 marzo 2009
Diveniamo cattivi.
"E inoltre, quando […] si aggiungono cattive istituzioni civili e si fanno cattivi discorsi in privato e in pubblico per le città, né dai giovani si apprendono insegnamenti che in qualche modo rimedino a questi mali, allora tutti noi, che siamo cattivi, diveniamo cattivi per quelle due cagioni senza punto volerlo. E di questo bisogna incolpare ogni volta i genitori più che i figli, e gli educatori più che gli educati, e si deve cercare, per quanto si può, mediante l'educazione, i costumi e gl'insegnamenti, di fuggire la malvagità e di conseguire il suo contrario: ma questo sarebbe argomento di discorsi d'altra specie."
(Platone)
lunedì 9 marzo 2009
Carne e sangue.
"Io intendo il significato di un libro se il libro stesso scompare di vista, mangiato vivo, digerito e incorporato nel sistema come carne e sangue che a sua volta crea spirito nuovo e rimodella il mondo."
(Henry Miller)
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