domenica 19 aprile 2009

Favola.

"Uscendo un giorno il rasoro di quel manico col quale si fa guaina a se medesimo, e postosi al sole, vide il sole ispecchiarsi nel suo corpo: della qual cosa prese somma groria, e rivolto col pensiero indirieto, cominciò con seco medesimo a dire: «Or tornerò più io a quella bottega, della quale novamente uscito sono? Certo no. Non piaccia agli Dei, che sì splendida bellezza caggia in tanta viltà d'animo! Che pazzia sarebbe quella la qual mi conducessi a radere le insaponate barbe de' rustichi villani e fare sì meccaniche operazione? Or è questo corpo da simili esercizi? Certo no. Io mi vogli[o] nascondere in qualche occulto loco, e lì con tranquillo riposo passare la mia vita». E così, nascosto per alquanti mesi, un giorno ritornato all'aria, e uscito fori della sua guaina, vide sé essere fatto a similitudine d'una rugginente sega, e la sua superficie non ispecchiare più lo splendiente sole. Con vano pentimento indarno pianse lo inriparabile danno, con seco dicendo: «O quan[to] meglio era esercitare col barbiere il mi' perduto taglio di tanta sottilità. Dov'è la lustrante superfizie? Certo la fastidiosa e brutta ruggine l'ha consumata».
Questo medesimo accade nelli ingegni, che ‘n iscambio dello esercizio, si dànno all'ozio, i quali, a similitudine del sopradetto rasoro, perde la tagliente sua suttilità e la ruggine della ignoranzia guasta la sua forma."

(Leonardo da Vinci)

venerdì 10 aprile 2009

L'amour est...

"L'amour est le temps et l'espace où «je» se donne le droit d'être extraordinaire. Souverain sans être même individu. Divisible, perdu, anéanti; mais aussi, et par la fusion imaginaire avec l'aimé, égal aux espaces infinis d'un psychisme surhumain. Paranoïaque? Je suis, dans l'amour, au zénith de la subjectivité."

(Julia Kristeva)