domenica 21 settembre 2008

"Lei è uno strizzacervelli?"

"Il mattino dopo Morty non era solo. C'era anche un altro tizio. Un tizio grasso, che mi venne presentato come il dottor Jeffrey Singleton.
«Lei è uno strizzacervelli?».
«Sì».
«Allora lasci che le dica una cosa. Non sono mai andato d'accordo con sciamani, stregoni o psichiatri. Della condizione umana hanno capito molto più Shakespeare, Tolstoj o persino Dickens di chiunque di voi. Siete una banda di ciarlatani sopravvalutata, che si ferma alla grammatica dei problemi umani, mentre gli scrittori che le ho nominato badano all'essenza. E non mi piacciono le etichette vacue che appiccicate alla gente, né le parcelle che chiedete per le perizie di parte. E non mi piacete in tribunale, uno per la difesa, l'altro per l'accusa, due cosiddetti esperti, l'un contro l'altro armati, ma entrambi col portafoglio gonfio. Voi giocate con la testa delle persone, e siete inutili, se non dannosi. Inoltre, stando a quanto ho letto di recente, avete abbandonato il lettino per i farmaci, come del resto anche il mio amico Morty. Paranoia? Prenda questo due volte al dì. Schizofrenia? Sciolga questo in bocca prima dei pasti. Io prendo un whisky al malto e un Montecristo per tutto, e le consiglio di fare altrettanto. Fanno duecento dollari, grazie»."

(Mordecai Richler)

martedì 16 settembre 2008

Uscire dal marasma.

"Non credo si possa arrivare a ridar vita al mondo in cui viviamo, e non credo neppure che valga la pena di aggrapparsi ad esso; ma propongo qualcosa per uscire dal marasma, invece di continuare a gemere sul marasma, e sulla noia, l'inerzia e la stupidità di ogni cosa."

(Antonin Artaud)

venerdì 12 settembre 2008

L'égoïsme vertueux.

"Pour arriver à la perfection de l'«autarcie», c'est-à-dire à l'achèvement philosophique de la vie individuelle, l'homme doit être absolument lui-même. c'est-à-dire, on l'a vu, «vivre selon ce qu'il y a de meilleur en lui»: la pensée. Cet engagement intellectuel est la décision philosophique par excellence, l'acte suprême de vertu. Or l'homme ne peut vivre la pensée sans communication, car, sans communication, il ne peut y avoir de vie intime. L'amitié est un «rapport intime». Ayant conscience de sa propre bonté, l'égoïste vertueux a besoin de «parteciper aussi à la conscience que son ami a de sa propre existence». Il lui faut donc «vivre avec lui», «mettre en commun discussions et pensées».
C'est cette activité commune qui donne son sens à la vie humaine: sans le partage de la pensée, la vie sociale de l'homme se réduirait à celle des bestiaux qui «constiste seulement à paître dans le même lieu»."

(Alain de Libera)

giovedì 11 settembre 2008

Insensibilité.

"Celui qui s'abstient de tout plaisir, celui qui fuit devant eux, sans exception aucune, sombre dans l'hébétude «tel un rustre». «De telles gens se rencontrant rarement», Aristote explique qu'ils n'ont pas reçu de nom. Il en propose donc un: «Appelons-les, dit-il, des insensibles».
L'insensibilité, littéralement, l'anasthésie, c'est-à-dire aussi la stupidité (c'est le sens du mot chez Théophraste), est donc pour Aristote le pire des vices. Pareille insensibilité est proprement «innommable» parce qu'elle «n'a rien d'humain». On ne l'imagine même pas dans la vie réelle: c'est le fait d'un personagge de comédie, inapte à vivre en société, le propre d'un mostre, d'un «vicieux» total.
Aux yeux du philosophe, la «cessation de tout plaisir sexuel» ne peut être qu'une anesthésie générale: le parfait continent est le parfait frustré, à la fois rustre et fruste."

(Alain de Libera)

mercoledì 10 settembre 2008

Posso avere il tuo deserto?

"Sai ancora se vuoi?
Hai volontà?
O stai soltanto crollando
Con razionalità?
E con l'abitudine ti spengon già
Dando alla violenza una profondità
Puoi pensare che andrà, senza un'azione
E la verità passi
Lasciando il posto alla ragione
E con l'abitudine ti han spento già
Dando alla violenza una profondità, si sa
Ti vedo passare, sopra la corrente
Non senti sconcerto
Posso avere il tuo deserto?
E con l'abitudine ti han spento già
Dando alla violenza la profondità, che ha
Razionalità..."

(Manuel Agnelli)

lunedì 8 settembre 2008

Il concetto di progresso.

"Il concetto di progresso va fondato sull'idea della catastrofe. Che «tutto continui così» è la catastrofe. Essa non è ciò che di volta in volta incombe, ma ciò che di volta in volta è dato. Così Strindberg - in Verso Damasco? -: l'inferno non è qualcosa che ci attenda, ma è questa vita qui."

(Walter Benjamin)