E tacciono, perché sono abbattute
nelle loro menti le barriere,
e le ore in cui si potrebbe comprenderli
vengono e vanno.
Spesso a notte, affacciati alla finestra,
tutto ritrova a un tratto il giusto senso.
La loro mano poggia sul concreto
e il cuore è alto e vorrebbe pregare,
e gli occhi in pace guardano
nel recinto ormai calmo l'insperato
giardino tante volte sfigurato
che nel riverbero di mondi ignoti
continua a crescere e mai non si perde."
(Rainer Maria Rilke)
domenica 31 agosto 2008
martedì 26 agosto 2008
Le radici del linguaggio.
"Il linguaggio ha le sue radici non nel lato prosaico ma in quello poetico della vita, che quindi il suo fondamento ultimo non va ricercato nell'aderenza all'intuizione obiettiva delle cose e alla loro suddivisione secondo caratteristiche ben determinate, bensì nella potenza originaria della sensazione soggettiva."
(Ernst Cassirer)
(Ernst Cassirer)
sabato 23 agosto 2008
Manipolar le nuvole.
"Bisogna che il pensiero si adatti, sebbene gli ripugni, all'incessante mutamento di tutte le cose, e divenga esperto nel manipolar le nuvole la cui forma e la cui posizione sono transitorie e mutevoli, mai fisse. L'instabilità, non la fissità, dovrà divenire l'elemento a cui applicare il pensiero, il suo costante oggetto."
(Jean Dubuffet)
(Jean Dubuffet)
domenica 17 agosto 2008
L'ispirazione.
"L'ispirazione non è il dono della poesia a qualcuno già esistente, è il dono dell'esistenza a qualcuno che non esiste ancora, e questa esistenza si compie come ciò che sta con fermezza completamente al di fuori […], nel congedo dato a se stessi, e ad ogni certezza soggettiva e alla verità del mondo."
(Maurice Blanchot)
(Maurice Blanchot)
sabato 16 agosto 2008
La versione di Barney.
"Leggevo dalla mattina alla sera, questo sì, ma prendereste una bella toppa se lo consideraste un segno di spessore umano. O peggio, di sensibilità."
(Mordecai Richler)
(Mordecai Richler)
venerdì 15 agosto 2008
Dicendo la verità.
"«Non apprendiamo nulla leggendo [Winckelman]», disse Goethe «diventiamo qualcosa». Allo stesso modo, potrei dire: non riveliamo nulla di noi stessi dicendo la verità, ma a volte scopriamo noi stessi. Io che avevo pensato di dare qualcosa ho trovato che invece avevo ricevuto qualcosa."
(Henry Miller)
(Henry Miller)
mercoledì 13 agosto 2008
Un individuo pronto ad affrontare la complessità del vero.
"Volevo davvero diventare un artista, come credevo dovessero essere gli artisti, un individuo pronto ad affrontare la complessità del vero. E ho avuto grande successo. Mi sono ritrovato con il silenzio e con il buio, seduto immobile, creatore di oggetti che imitano la mia predilezione."
(Don DeLillo)
(Don DeLillo)
martedì 12 agosto 2008
La finzione.
"Tutto ciò che è costruito prima non c'era, è nuovo rispetto al reale, così come ciò che si immagina, così come ciò che si simula: altro rispetto a ciò che c'era. La finzione si presenta dunque come un'azione che modella qualcosa di nuovo. La differenza è tutta nel rapporto di questo con ciò che c'era prima e nella pretesa di verità del costruttore. Fingere è dipingere un affresco, raccontare una storia, farsi passare per un'altra persona, lavorare per ipotesi: dare di sé o del mondo un'immagine, con parole o gesti o pensieri. Tale immagine, se vogliamo chiamarla così, ossia il risultato della finzione, è in sé «finta», è una costruzione nuova rispetto all'esistente. Ed è anche l'unica modalità finora esperita per comunicare e convivere […]. Dire finzione non è dire inganno, né menzogna, anche se ogni inganno presuppone una finzione.
[…]
La menzogna è l'azione di chi ha «un cuore doppio», di chi esprime altro rispetto a quello che porta dentro di sé come vero (nel cuore, nella mente, nell'anima); […]."
(Maria Bettetini)
[…]
La menzogna è l'azione di chi ha «un cuore doppio», di chi esprime altro rispetto a quello che porta dentro di sé come vero (nel cuore, nella mente, nell'anima); […]."
(Maria Bettetini)
Un figlio dell'Europa.
"Rimarrò fino all'ultimo un figlio dell'Europa, dell'ansia e della vergogna; non ho alcun messaggio di speranza da comunicare. Per l'Occidente non nutro odio, tutt'al più un immenso disprezzo. So soltanto che, dal primo all'ultimo, noi occidentali puzziamo di egoismo, di masochismo e di morte. Abbiamo creato un sistema in cui è diventato semplicemente impossibile vivere; e, come se non bastasse, continuiamo a esportarlo."
(Michel Houellebecq)
(Michel Houellebecq)
giovedì 7 agosto 2008
Il senso del dono.
"Accesi una sigaretta, mi sistemai il cuscino dietro la nuca e dissi: «Fammi un pompino.» Valérie mi guardò con una certa sorpresa, ma nondimeno si chinò sul mio sesso per prenderlo in bocca. «Ecco!» dissi in tono trionfante. Lei si bloccò, e di nuovo mi guardò stupita. «Lo vedi? Io ti ho detto di farmi un pompino, e tu hai obbedito. Eppure fino a un attimo fa non ci pensavi neanche lontanamente.»
«In effetti no, non ci pensavo; però mi fa piacere.»
«Ed è proprio questa la tua dote straordinaria: a te piace dare piacere. Una cosa che gli occidentali non sanno più fare: offrire il proprio corpo come qualcosa di gradevole, dare piacere senza pretendere nulla in cambio. Hanno perduto completamente il senso del dono. Per quanto si affannino, non riescono più a sentire il sesso come qualcosa di naturale. Si vergognano del proprio corpo perché non lo vedono all'altezza degli standard della pubblicità e del cinema, e per le stesse ragioni non si sentono più attratti dal corpo dell'altro. È impossibile fare l'amore senza un certo abbandono, senza l'accettazione quantomeno temporanea di una condizione di dipendenza e di soggezione. Esaltazione sentimentale e ossessione sessuale hanno un'origine comune, derivano entrambe da un parziale oblio del proprio ego; è un campo nel quale è difficile realizzarsi senza perdersi. Invece noi siamo diventati freddi, razionali, estremamente consapevoli della nostra esistenza individuale e dei nostri diritti; per prima cosa vogliamo evitare qualsiasi forma di alienazione e dipendenza; poi siamo assillati dalla salute e dall'igiene: è chiaro che queste non sono certo le condizioni ideali per fare l'amore. Al punto in cui siamo, la professionalizzazione della sessualità in Occidente è inevitabile. Oppure, per chi lo preferisce, c'è sempre il sadomasochismo. Un universo puramente cerebrale, fondato su regole precise e sull'accordo preventivo tra le parti coinvolte; i masochisti sono interessati unicamente alle proprie sensazioni, cercano di capire fin dove possano spingersi nel campo del dolore, un pò come chi pratica gli sport estremi. I sadici sono diversi: loro si spingono comunque fino all'impossibile, seguendo una tendenza umana antichissima - se potessero mutilare o uccidere lo farebbero senza pensarci due volte.»
«Non riesco neanche a pensarci,» disse Valérie, rabbrividendo. «Mi fa veramente schifo.»
«Ti fa schifo perché tu, e quindi la tua sessualità, sei rimasta intatta, animalesca. Tu sei una persona normale, e da questo punto di vista non hai niente in comune con gli occidentali di oggi. Il sadomasochismo organizzato, con le sue regole e i suoi rituali, può concernere soltanto persone colte, cerebrali, per le quali il sesso abbia perduto ogni attrattiva. Per gli altri è rimasta un'unica soluzione: il materiale porno; se invece vogliono del sesso reale, devono andarselo a procurare nei paesi del Terzo Mondo.»
«Bene...» Valérie sorrise. «Quel pompino te lo faccio lo stesso o no?»"
(Michel Houellebecq)
«In effetti no, non ci pensavo; però mi fa piacere.»
«Ed è proprio questa la tua dote straordinaria: a te piace dare piacere. Una cosa che gli occidentali non sanno più fare: offrire il proprio corpo come qualcosa di gradevole, dare piacere senza pretendere nulla in cambio. Hanno perduto completamente il senso del dono. Per quanto si affannino, non riescono più a sentire il sesso come qualcosa di naturale. Si vergognano del proprio corpo perché non lo vedono all'altezza degli standard della pubblicità e del cinema, e per le stesse ragioni non si sentono più attratti dal corpo dell'altro. È impossibile fare l'amore senza un certo abbandono, senza l'accettazione quantomeno temporanea di una condizione di dipendenza e di soggezione. Esaltazione sentimentale e ossessione sessuale hanno un'origine comune, derivano entrambe da un parziale oblio del proprio ego; è un campo nel quale è difficile realizzarsi senza perdersi. Invece noi siamo diventati freddi, razionali, estremamente consapevoli della nostra esistenza individuale e dei nostri diritti; per prima cosa vogliamo evitare qualsiasi forma di alienazione e dipendenza; poi siamo assillati dalla salute e dall'igiene: è chiaro che queste non sono certo le condizioni ideali per fare l'amore. Al punto in cui siamo, la professionalizzazione della sessualità in Occidente è inevitabile. Oppure, per chi lo preferisce, c'è sempre il sadomasochismo. Un universo puramente cerebrale, fondato su regole precise e sull'accordo preventivo tra le parti coinvolte; i masochisti sono interessati unicamente alle proprie sensazioni, cercano di capire fin dove possano spingersi nel campo del dolore, un pò come chi pratica gli sport estremi. I sadici sono diversi: loro si spingono comunque fino all'impossibile, seguendo una tendenza umana antichissima - se potessero mutilare o uccidere lo farebbero senza pensarci due volte.»
«Non riesco neanche a pensarci,» disse Valérie, rabbrividendo. «Mi fa veramente schifo.»
«Ti fa schifo perché tu, e quindi la tua sessualità, sei rimasta intatta, animalesca. Tu sei una persona normale, e da questo punto di vista non hai niente in comune con gli occidentali di oggi. Il sadomasochismo organizzato, con le sue regole e i suoi rituali, può concernere soltanto persone colte, cerebrali, per le quali il sesso abbia perduto ogni attrattiva. Per gli altri è rimasta un'unica soluzione: il materiale porno; se invece vogliono del sesso reale, devono andarselo a procurare nei paesi del Terzo Mondo.»
«Bene...» Valérie sorrise. «Quel pompino te lo faccio lo stesso o no?»"
(Michel Houellebecq)
martedì 5 agosto 2008
La dimensione della solitudine.
"- Hai mai pensato che essere soli possa rappresentare in un certo senso una completezza, una ricchezza?
- No, mai.
- Io credo ciecamente nell'essere in due. Due persone, è l'unica salvezza. L'unico tesoro.
- Certamente.
- Ieri mi trovavo ad Amman, seduto nel teatro romano, e ho avuto una strana sensazione. Non so bene come descriverla, ma credo di aver percepito la solitudine come un insieme di cose, piuttosto che come un'assenza di esse. Essere soli ha delle componenti. Mi sono sentito come assemblato da queste cose senza nome. Una sensazione nuova per me. Certo, avevo passato tutto il tempo correndo qua e là, viaggiando, e quello era il primo momento di pace. Forse è per questo. Ma mi sono sentito assemblato. Ero solo e completamente me stesso."
(Don DeLillo)
- No, mai.
- Io credo ciecamente nell'essere in due. Due persone, è l'unica salvezza. L'unico tesoro.
- Certamente.
- Ieri mi trovavo ad Amman, seduto nel teatro romano, e ho avuto una strana sensazione. Non so bene come descriverla, ma credo di aver percepito la solitudine come un insieme di cose, piuttosto che come un'assenza di esse. Essere soli ha delle componenti. Mi sono sentito come assemblato da queste cose senza nome. Una sensazione nuova per me. Certo, avevo passato tutto il tempo correndo qua e là, viaggiando, e quello era il primo momento di pace. Forse è per questo. Ma mi sono sentito assemblato. Ero solo e completamente me stesso."
(Don DeLillo)
lunedì 4 agosto 2008
Quello che c'è sotto.
"Il vecchio si sbottona lentamente il polsino della camicia, solleva la stoffa fino a mostrare il numero del campo di sterminio tatuato sull'avambraccio. È diverso da come Giulio se l'aspettava. Più grezzo di come si vede nei film. Scolorito.
- Guardi che io mi ritengo una persona assolutamente razionale, - sussurra il vecchio. - È questo mondo, a non esserlo.
Giulio deglutisce. - Bè, certo. Non si può dire razionale un mondo che ha permesso gli orrori del nazismo. O del comunismo, se è per questo...
- Non sia sciocco. Nazismo, comunismo: sono soltanto dei nomi. Pura apparenza. Ha forse paura del pelo di un leone? Ha paura della sua pelle? Deve avere paura di quello che c'è sotto: dei muscoli, dei denti, del cervello assassino che muove l'animale. Del suo istinto e della sua esperienza di cacciatore. Il nazismo è solo l'aspetto esteriore di un male più grande, di cui pochi hanno coscienza, e a cui in passato sono stati dati molti altri nomi."
(Tullio Avoledo)
- Guardi che io mi ritengo una persona assolutamente razionale, - sussurra il vecchio. - È questo mondo, a non esserlo.
Giulio deglutisce. - Bè, certo. Non si può dire razionale un mondo che ha permesso gli orrori del nazismo. O del comunismo, se è per questo...
- Non sia sciocco. Nazismo, comunismo: sono soltanto dei nomi. Pura apparenza. Ha forse paura del pelo di un leone? Ha paura della sua pelle? Deve avere paura di quello che c'è sotto: dei muscoli, dei denti, del cervello assassino che muove l'animale. Del suo istinto e della sua esperienza di cacciatore. Il nazismo è solo l'aspetto esteriore di un male più grande, di cui pochi hanno coscienza, e a cui in passato sono stati dati molti altri nomi."
(Tullio Avoledo)
domenica 3 agosto 2008
Vivere senza leggere.
"Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi."
(Michel Houellebecq)
sabato 2 agosto 2008
S'aprono come foglie.
"S'aprono come foglie
i giorni, pallidi
come tendaggi
ad uno ad uno spinti
dal vento,
dalla luce
che cresce dietro ad essi
o al loro interno,
leggeri e curvi
solo per essere ammirati."
(Valerio Magrelli)
venerdì 1 agosto 2008
La battaglia della letteratura.
"La battaglia della letteratura è appunto uno sforzo per uscire fuori dai confini del linguaggio; è dall'orlo estremo del dicibile che essa si protende; è il richiamo di ciò che è fuori dal vocabolario che muove la letteratura."
(Italo Calvino)
(Italo Calvino)
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