martedì 12 agosto 2008

La finzione.

"Tutto ciò che è costruito prima non c'era, è nuovo rispetto al reale, così come ciò che si immagina, così come ciò che si simula: altro rispetto a ciò che c'era. La finzione si presenta dunque come un'azione che modella qualcosa di nuovo. La differenza è tutta nel rapporto di questo con ciò che c'era prima e nella pretesa di verità del costruttore. Fingere è dipingere un affresco, raccontare una storia, farsi passare per un'altra persona, lavorare per ipotesi: dare di sé o del mondo un'immagine, con parole o gesti o pensieri. Tale immagine, se vogliamo chiamarla così, ossia il risultato della finzione, è in sé «finta», è una costruzione nuova rispetto all'esistente. Ed è anche l'unica modalità finora esperita per comunicare e convivere […]. Dire finzione non è dire inganno, né menzogna, anche se ogni inganno presuppone una finzione.
[…]
La menzogna è l'azione di chi ha «un cuore doppio», di chi esprime altro rispetto a quello che porta dentro di sé come vero (nel cuore, nella mente, nell'anima); […]."

(Maria Bettetini)

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