martedì 29 dicembre 2009

Non si può...

"Non si può scrivere senza la preoccupazione di sostenere il proprio pensiero ogni giorno, in ogni momento, in presenza delle cose e della vita. L'universo è il libro che leggiamo senza posa, l'unica fonte, il mezzo. Coltivare soltanto la nostra mente non è sufficiente; occorre anche affinare costantemente la riflessione e seguire con attenzione la severa disciplina che si impone a ogni intelletto che tende a svilupparsi e a creare."

(O. Redon)

lunedì 21 dicembre 2009

Io amo ciò che non è mai stato.

"Il pittore che ha trovato la propria tecnica non mi interessa. Si alza ogni mattino senza passione per proseguire, placido e sereno, il lavoro iniziato il giorno prima. Sospetto in lui una certa noia propria dell'artigiano virtuoso che porta avanti il proprio compito, senza l'illuminazione imprevista del momento felice. Egli non conosce il tormento sacro, la cui origine è nell'incosciente e nell'ignoto: non si aspetta niente da ciò che sarà. Io amo ciò che non è mai stato."

(O. Redon)

lunedì 23 novembre 2009

Ils font semblant.

"Tu vois tous ces gens qui marchent au-dehors? […] Eh bien, je vais te dire. Ils font semblant. Ils se donnent des airs importants, ils marchent avec leur mallettes, leurs dossiers, les femmes font claquer leurs talons, elles serrent leurs petits sacs à main sous leur coude, elles ont un geste nerveux du poignet pour consulter leur montre... Tout ça c'est du bidon. […] La preuve, c'est que dès qu'il fait trop chaud, en été, ou trop froid, en hiver, ils disparaissent. Ils font comme nous, ils vont dans les cafés, ils ne marchent plus dehors."

(J. M. G. Le Clézio)

domenica 15 novembre 2009

A Parigi.

"Mi ero forse proposto qualcosa andando a Parigi? Mi ero solo proposto di essere a Parigi dopo che Parigi era stata tanto tempo in me".

(M. Sgalambro)

martedì 6 ottobre 2009

C'est l'éternité qui est fragile...

"Sur les photos ces gens paraissaient invincibles, indéracinables, par la force qui les unissait les uns aux autres; pourtant, si on regardait bien, on percevait un petit frisson, un tremblement léger, parce que c'est l'éternité qui est fragile, pas la vie."

(J. M. G. Le Clézio)

sabato 3 ottobre 2009

... senza la vecchia nozione di «forza»...

"Se la gente imparasse a concepire il mondo nella nuova maniera [risultante dalle scoperte di Einstein], senza la vecchia nozione di «forza», non modificherebbe soltanto il proprio modo di immaginare l'ambiente fisico, ma probabilmente anche il proprio atteggiamento morale e politico.
[…]
Nel mondo di Einstein vi è più individualismo e meno centralismo autocratico che non in quello di Newton.
[…]
È diventata un'abitudine, per la gente, trarre dalle leggi della natura indicazioni sul modo di comportarsi. Mi sembra uno sbaglio: imitare la natura può essere un atteggiamento puramente servile. E se la natura, così come ci viene dipinta da Einstein, dev'essere il nostro modello, sarebbero gli anarchici ad avere gli argomenti più forti. L'universo fisico è ordinato, non perché esiste un governo centrale, ma perché ciascun corpo pensa ai fatti propri."

(Bertrand Russell)

venerdì 11 settembre 2009

Twin towers.

"Guardandomi alle spalle, verso la riva, com'erano simili a giocattoli i grattacieli che sovrastavano le sponde del fiume! Com'erano effimeri, com'erano meschini, com'erano vanesi e arroganti! In quelle tombe grandiose, uomini e donne si aprivano un varco a gomitate, un giorno dopo l'altro, uccidendo le loro anime per guadagnare il pane, vendendosi, vendendosi a vicenda, vendendo addirittura Dio, alcuni di loro, e verso sera si riversavano di nuovo fuori, come formiche, ingorgavano le fogne, si tuffano sotterra, o trotterellavano verso casa alla rinfusa, per seppellirsi di nuovo, non in tombe grandiose, ma, da quei consunti, stravolti, miserabili ch'erano, in capanne e conigliere che chiamavano «casa». Di giorno, il cimitero dell'insensato sudore e fatica; di notte, il cimitero dell'amore e della disperazione."

(Henry Miller)

lunedì 7 settembre 2009

I miei libri.

I miei libri (che non sanno che io esisto)
sono parte di me come questo viso
dalle tempie grigie e dagli occhi grigi
che cerco vanamente nei cristalli
e che percorro con la mano concava.
Non senza una certa logica amarezza
penso che le parole essenziali
che mi esprimono sono in quelle pagine
che non sanno chi sono io, non in quelle che ho scritto.
Meglio così. Le voci dei morti
mi diranno per sempre.

(Jorge Luis Borges)

venerdì 31 luglio 2009

Potrai mai comandare ad un animo libero?

"Potrai mai comandare ad un animo libero? Potrai smuovere dalla propria condizione di quiete una mente equilibrata nella propria fermezza? Una volta che un tiranno pensò di costringere con le torture un uomo libero a rivelargli i complici di una congiura ordita contro di lui, quello si morse la lingua, se la troncò e la sputò in faccia al tiranno che incrudeliva: così le torture, che il tiranno pensava che fossero strumento della sua crudeltà, quell'uomo saggio fece in modo che fossero strumento di virtù".

(Severino Boezio)

domenica 17 maggio 2009

La scrittura...

"Attraverso la scrittura si crea uno spazio autonomo, una trama di figure dove il tempo dell'autore e quello del lettore si mescolano in un'interpretazione continua di qualcosa che, implicandoli, li trascende."

(P. Zumthor)

giovedì 7 maggio 2009

Philosophie de la volonté: le bonheur.

"[...] le bonheur n'est donné dans aucune expérience; il est seulement désigné dans une conscience de direction. Nul acte ne donne le bonheur; mais les rencontres de notre vie les plus dignes d'être appelées des événements indiquent la direction du bonheur [...]. Les événements qui parlent de bonheur sont ceux qui lèvent des obstacles, découvrent un vaste paysage d'existence; l'excès de sens, le trop, l'immense, voilà le signe que nous sommes dirigés-vers le bonheur."

(Paul Ricœur)

Philosophie de la volonté.

"[...] la plus grande lumière dans l'entendement suit la plus grande inclination dans la volonté, et la liberté d'indifference est le plus bas degré de la liberté [...]."

(Paul Ricœur)

domenica 19 aprile 2009

Favola.

"Uscendo un giorno il rasoro di quel manico col quale si fa guaina a se medesimo, e postosi al sole, vide il sole ispecchiarsi nel suo corpo: della qual cosa prese somma groria, e rivolto col pensiero indirieto, cominciò con seco medesimo a dire: «Or tornerò più io a quella bottega, della quale novamente uscito sono? Certo no. Non piaccia agli Dei, che sì splendida bellezza caggia in tanta viltà d'animo! Che pazzia sarebbe quella la qual mi conducessi a radere le insaponate barbe de' rustichi villani e fare sì meccaniche operazione? Or è questo corpo da simili esercizi? Certo no. Io mi vogli[o] nascondere in qualche occulto loco, e lì con tranquillo riposo passare la mia vita». E così, nascosto per alquanti mesi, un giorno ritornato all'aria, e uscito fori della sua guaina, vide sé essere fatto a similitudine d'una rugginente sega, e la sua superficie non ispecchiare più lo splendiente sole. Con vano pentimento indarno pianse lo inriparabile danno, con seco dicendo: «O quan[to] meglio era esercitare col barbiere il mi' perduto taglio di tanta sottilità. Dov'è la lustrante superfizie? Certo la fastidiosa e brutta ruggine l'ha consumata».
Questo medesimo accade nelli ingegni, che ‘n iscambio dello esercizio, si dànno all'ozio, i quali, a similitudine del sopradetto rasoro, perde la tagliente sua suttilità e la ruggine della ignoranzia guasta la sua forma."

(Leonardo da Vinci)

venerdì 10 aprile 2009

L'amour est...

"L'amour est le temps et l'espace où «je» se donne le droit d'être extraordinaire. Souverain sans être même individu. Divisible, perdu, anéanti; mais aussi, et par la fusion imaginaire avec l'aimé, égal aux espaces infinis d'un psychisme surhumain. Paranoïaque? Je suis, dans l'amour, au zénith de la subjectivité."

(Julia Kristeva)

mercoledì 25 marzo 2009

"Nessuno si meritava niente..."

"Ovviamente, quel che rendeva schifoso l'insieme era che molti dei ricchi e famosi erano in realtà solo troie e bastardi ottusi. Erano semplicemente capitati in qualche giro dove davano via soldi. O magari si erano arricchiti grazie alla stupidità del pubblico. In genere non avevano talento, non avevano occhi, non avevano anima, erano pezzi di merda ambulanti, ma per il pubblico erano degli dèi, belli e riveriti. Il cattivo gusto crea molti più milionari di quello buono. Stringendo, tutto si riduceva a una questione di chi aveva più voti. Nella terra delle talpe una talpa era re. Così, chi si meritava qualcosa? Nessuno si meritava niente..."

(Charles Bukowski)

giovedì 12 marzo 2009

Anima e corpo.

"[…] rispetto a sanità e a malattie, a virtù e a vizi, nessuna simmetria o asimmetria è maggiore di quella della stessa anima verso lo stesso corpo: ma noi a queste cose non badiamo, né riflettiamo che se un corpo più debole e minore porta in sé una forte e per ogni rispetto grande anima, come pure se ambedue son congiunti in modo inverso, l'intero animale non è bello, perché manca delle più importanti simmetrie; mentre nel caso opposto esso è, per chi sa guardarlo, il più bello e il più amabile degli spettacoli.
[…] quando […] l'anima, che è più potente del corpo, è fortemente irritata, commovendolo tutto di dentro lo riempie di malattie; e quando s'applica con ardore a certe dottrine e ricerche, lo consuma; e quando invece attende ad insegnare e battagliare con discorsi in pubblico e in privato, infocandolo per le liti e le contese che ne derivano, lo discioglie, e producendo flussioni inganna i più dei così detti medici e fa che riportino questi mali a cause che non ci hanno che vedere. E d'altra parte quando un corpo grande e superiore all'anima è congiunto con intelletto piccolo e debole, essendovi per natura nell'uomo due desiderii, quello del nutrimento per il corpo e quello per della sapienza per la parte che in noi è più divina, i movimenti del più forte, che prevalgono e fanno crescere la loro parte, e invece quella dell'anima la rendono stupida e incapace di apprendere e di ricordare, vi arrecano la più grande delle malattie, l'ignoranza. Ora, v'è una sola salvezza per questi due mali: non esercitare né l'anima senza il corpo, né il corpo senza l'anima, affinché entrambi difendendosi conservino l'equilibrio e la salute. Pertanto chi si applica alla scienza o ad altro grave lavoro intellettuale, deve anche esercitare i movimenti del corpo, facendo ginnastica, e così chi alleva accuratamente il corpo deve a sua volta farvi corrispondere i movimenti dell'anima, giovandosi della musica e di tutta la filosofia, se vuole essere chiamato a ragione uomo veramente bello e insieme buono. E a questo modo, imitando la forma dell'universo, si devono curare le singole parti del corpo."

(Platone)

mercoledì 11 marzo 2009

Diveniamo cattivi.

"E inoltre, quando […] si aggiungono cattive istituzioni civili e si fanno cattivi discorsi in privato e in pubblico per le città, né dai giovani si apprendono insegnamenti che in qualche modo rimedino a questi mali, allora tutti noi, che siamo cattivi, diveniamo cattivi per quelle due cagioni senza punto volerlo. E di questo bisogna incolpare ogni volta i genitori più che i figli, e gli educatori più che gli educati, e si deve cercare, per quanto si può, mediante l'educazione, i costumi e gl'insegnamenti, di fuggire la malvagità e di conseguire il suo contrario: ma questo sarebbe argomento di discorsi d'altra specie."

(Platone)

lunedì 9 marzo 2009

Carne e sangue.

"Io intendo il significato di un libro se il libro stesso scompare di vista, mangiato vivo, digerito e incorporato nel sistema come carne e sangue che a sua volta crea spirito nuovo e rimodella il mondo."

(Henry Miller)

giovedì 26 febbraio 2009

Baudelaire.

"Il poeta, lui solo, ha unificato il mondo
che in ognuno di noi in frantumi è scisso.
Del bello è testimone inaudito,
ma esaltando anche ciò che lo tormenta
dà alla rovina purezza infinita:

e persino la furia che annienta si fa mondo."

(Rainer Maria Rilke)

giovedì 5 febbraio 2009

Deve estinguersi...

"Lo stato, in quanto meccanismo, è per ciò stesso estraneo alla libertà umana che viene sbriciolata nei suoi ingranaggi, e perciò esso deve essere oltrepassato. Deve estinguersi, perché la libertà umana, e l'intreccio dei rapporti umani, possano esprimersi, avere vita: avere forma. Le idee di libertà, di moralità, di divinità, di immortalità proprie, secondo Kant, dell'ambito dell'etica, agiscono dunque anche sul piano del rapporto con la natura e con le istituzioni, e diventano disgregatrici di ogni configurazione chiusa, angusta, mettendo «a nudo la totale miseria dell'attività umana relativa allo stato, al governo, alla legislazione»."

(Franco Rella)