venerdì 16 dicembre 2011

Il proprio.

"Come la metafora è la prova dell'inesauribilità del conoscere, dell'infinito potere del ridescrivere, della possibilità di meraviglia, delle fenditure e delle reti del linguaggio, così l'idion è il ritmo e la danza dell'essere, che l'ousia osserva senza prendervi parte, come convitato a disagio".

(G. Bottiroli)

venerdì 18 novembre 2011

Les révolutions d'aujourd'hui...

"L'exigence révolutionnaire est vivante, mais faute de s'actualiser dans la pratique, elle se consomme dans l'idée de la Révolution. En tant qu'idée, la Révolution est en effet éternelle, et elle sera éternellement consommable au même titre que n'importe quelle autre idée - toutes, mêmes les plus contradictoires, pouvant coexister en tant que signes dans la logique idéaliste de la consommation. La Révolution se signifie alors dans une terminologie combinatoire, dans un lexique de termes im-médiats, où elle est donnée comme accomplie, où elle se consomme.
De la même façon, les objets de consommation constituent un lexique idéaliste de signes, où s'indique dans une matérialité fuyante le projet même de vivre".

(J. Baudrillard)

giovedì 27 ottobre 2011

"In questo mondo di impostori e buffoni..."

"La resurrezione dei morti che le religioni ci promettono è un modesto fatto di cronaca rispetto allo scompiglio che produrrà, in questo mondo di impostori e buffoni, la resurrezione dei capolavori".

(V. Jankélévitch)

domenica 24 luglio 2011

La parole non è fatta per le intuizioni.

"La parola non è fatta per le intuizioni, e l'uomo ammutolisce quando si trova dinanzi a esse, oppure parla unicamente con metafore proibite e con inauditi accozzamenti di concetti, per adeguarsi creativamente - almeno con la distruzione e la derisione delle vecchie barriere concettuali - all'impressione della possente intuizione attuale".

(F. W. Nietzsche)

martedì 22 febbraio 2011

Torpore continuazionista.

"Nella sua brutalità inesplicabile, la morte mette in luce la gratuità della nascita e, per reazione, la natura arbitraria dello stesso intermezzo. La morte risveglia di colpo tra chi sopravvive capacità di stupirsi intorpidite, addormentate dalla ninnananna della continuazione quotidiana: gettando un dubbio sulla ragion d'essere radicale di questa continuazione, essa ci costringe a scuotere il nostro torpore continuazionista".

(V. Jankélévitch)