(V. Jankélévitch)
martedì 22 febbraio 2011
Torpore continuazionista.
"Nella sua brutalità inesplicabile, la morte mette in luce la gratuità della nascita e, per reazione, la natura arbitraria dello stesso intermezzo. La morte risveglia di colpo tra chi sopravvive capacità di stupirsi intorpidite, addormentate dalla ninnananna della continuazione quotidiana: gettando un dubbio sulla ragion d'essere radicale di questa continuazione, essa ci costringe a scuotere il nostro torpore continuazionista".
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