(F. W. Nietzsche)
martedì 24 aprile 2012
Luci e ombre.
"I libri e gli scritti variano col variare dei pensatori: l'uno ha raccolto nel libro le luci che, ai fulgori d'una conoscenza balenatagli improvvisa, seppe carpire in un attimo e far sue; l'altro restituisce solo le ombre, le immagini in grigio e nero di ciò che il giorno innanzi si era andato costruendo nell'anima sua".
(F. W. Nietzsche)
(F. W. Nietzsche)
domenica 22 aprile 2012
Fascino del non finito.
"Vedo qui un poeta che, al pari di tanti uomini, esercita una superiore attrattiva, più con le sue incompiutezze che con tutto ciò che sotto la sua mani si arrotonda e si configura compiutamente - anzi, piuttosto che dal pieno delle sue forze, egli trae vantaggio e gloria dalla sua finale incapacità. La sua opera non esprime mai del tutto ciò che lui propriamente vorrebbe esprimere, ciò che vorrebbe aver veduto: si direbbe che ha avuto il pregustamento di una visione e mai la visione stessa - tuttavia è restata nell'anima sua un'immensa avidità di questa visione, e da questa avidità egli attinge l'altrettanto immensa eloquenza del suo desiderio e della sua fame divorante. Con tale eloquenza egli innalza chi gli presta ascolto oltre la sua opera e oltre tutte le opere, e gli dà ali per levarsi ad altezze alle quali mai altrimenti si levano ascoltatori: e così, divenuti essi stessi poeti e veggenti, tributano all'autore della loro beatitudine una ammirazione tale come se costui li avesse guidati direttamente alla visione della sua più sacra ed ultima realtà, come se avesse realmente veduto e comunicato la sua visione. Va a tutto vantaggio della sua gloria il non essere propriamente arrivato alla meta".
(F. W. Nietzsche)
(F. W. Nietzsche)
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