venerdì 21 giugno 2013

La canzone dell'italiota.

"Siam felici, siam contenti del cervello che teniamo,
abbiam l'elica che ci obbliga ad andar sempre col vento.
Se ci dicon: quello ruba, quello truffa, quello frega,
noi alziamo la spalluccia e da idioti sorridiam.

Perché siamo gli italioti, razza antica indo-fenicia,
siam felici, siam contenti del cervello che teniamo.

Anche voi dovreste farlo: trapanatevi il cervello
e mettetevi anche un'elica, per andar sempre col vento.

Trapaniamoci festanti, riduciamoci il cervello
e così sarà più bello, non avremo da pensar.

Se diranno: quello ruba, quello truffa, quello frega,
gli daremo i nostri voti, tutta quanta la fiducia
e sarem tutti italioti, un po' ottusi di cervello.

Su, sbrigatevi, curatevi anche voi, fate così,
anche voi fate così, anche voi fate così!"

(Dario Fo)

sabato 15 giugno 2013

Écrire...

"Écrire ne consiste jamais à perfectionner le langage qui a cours, à le rendre plus pur. Écrire commence seulement quand écrire est l'approche de ce point où rien ne se révèle, où, au sein de la dissimulation, parler n'est encore que l'ombre de la parole, langage qui n'est encore que son image, langage imaginaire et langage de l'imaginaire, celui que personne ne parle, murmure de l'incessant et de l'interminable auquel il faut imposer silence, si l'on veut, enfin, se faire entendre.
[...] Ce point [...] nous met nous-mêmes à l'infini, est le point où ici coincide avec nulle part. Écrire, c'est trouver ce point. Personne n'écrit, qui n'a rendu le langage propre à maintenir où à susciter contact avec ce point”.

(Maurice Blanchot)