"[...] nella vita di una persona la maggior parte dei pensieri e delle impressioni più importanti attraversano la mente così rapidi che
rapidi non è nemmeno la parola giusta, sembrano totalmente diversi o estranei al cronometro che scandisce regolarmente la nostra vita, e hanno così pochi legami con quella lingua lineare, fatta di tante parole messe in fila, necessaria a comunicare fra di noi, che dire per esteso pensieri e collegamenti contenuti nel lampo di una frazione di secondo richiederebbe come minimo una vita intera ecc. - eppure sembra che andiamo tutti in giro cercando di usare la lingua (quale che sia, a seconda del paese di origine) per cercare di comunicare agli altri quello che pensiamo e per scoprire quello che pensano loro, quando in fondo lo sanno tutti che in realtà si tratta di una messinscena e che si limitano a fare finta. Quello che avviene dentro è troppo veloce, immenso e interconnesso e alle parole non rimane che limitarsi a tratteggiare ogni istante a grandi linee al massimo una piccolissima parte.
[...]
Le parole e il tempo cronologico creano tutti questi equivoci assoluti su quello che succede per davvero a livelo elementare. Eppure al tempo stesso la lingua è tutto ciò che abbiamo per cercare di capirlo e per cercare di instaurare qualcosa di più vasto o più significativo e vero con gli altri, il che è un paradosso."
(David Foster Wallace)
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